NOTIZIE DI ULTIM’ORA |

Coronavirus (Covid-19)

Caldera Blanca

Percorso di trekking vulcanico a Lanzarote
Situato nel centro dell'isola di Lanzarote, la rotta di Caldera Blanca attraversa una zona di calanchi vulcanici, abbondanti di forme di lava, frutto delle eruzioni verificatesi tra il 1730 e il 1736. I due elementi centrali, Caldereta e Caldera Blanca, derivano da due vecchi coni generati da eruzioni precedenti. Caldera Blanca è una delle cime più alte nelle catene vulcaniche al centro dell'isola.
Un sentiero accessibile a tutti
Il percorso per la rotta di Caldera Blanca inizia dalla Chiesa di Dolores, sede della patrona insulare. Si trova sul confine settentrionale che segna la fine di una delle lingue di lava del vulcano Timanfaya, dove inizia un percorso di dieci chilometri senza grande dislivello che combina sentieri, piste e strada asfaltata. Adatto a tutte le età, si raccomanda di indossare indumenti e calzature adeguate e di non dimenticare la protezione solare e le bevande indispensabili per affrontare un tour di tre ore.
Length
9,97 km
Public transport
Localidad
Tinajo
Downloadable files selection
Archivos
Imagen Archivo
Título Fichero
Caldera Blanca
pdf

TENERIFE

TENERIFE

GRAN CANARIA

GRAN CANARIA

FUERTEVENTURA

FUERTEVENTURA

LANZAROTE

LANZAROTE

LA GRACIOSA

LA GRACIOSA

LA GOMERA

LA GOMERA

LA PALMA

LA PALMA

EL HIERRO

EL HIERRO
No te lo puedes perder
Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Nuestra Señora de los Volcanes

Il nome della chiesa ha una relazione stretta con il luogo in cui è stata costruita: infatti uno dei rami di lava settentrionali della eruzione del XVIII secolo è arrivato fino a questa zona. Una croce collocata sopra un promontorio roccioso vicino all'edificio indica il punto esatto; per questa ragione la Patrona dell'isola che si venera in questa chiesa, Nuestra Señora de los Dolores, è nota con il nome di Virgen de los Volcanes.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Molino de sangre

Lungo le strade di Mancha Blanca possiamo notare i resti di un vecchio mulino agricolo, noto con il nome di molino de sangre. Questi mulini erano molto presenti, anche se a Tinajo ne sono rimasti soltanto due. I molinos de sangre, di origine romana, erano azionati da un animale che faceva muovere l'asse centrale che a sua volta ruotava le mole attraverso gli ingranaggi.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Il malpaís

L'eruzione del 1730 occupò l'intero settore centrale dell'isola, distruggendo circa 30 paesi e le zone agricole più fertili di Lanzarote. Per questa ragione tutto il settore centro-occidentale dell'isola è diventato una zona di "malpaís", termine che indica un territorio ricoperto da lave di origine recente in cui è impossibile praticare alcuna attività. Possiamo comprenderne meglio le caratteristiche percorrendolo: uno spazio caotico e difficile, con lave di forme diverse che si accumulano in modo disordinato lungo il sentiero

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Un ferro di cavallo

Questo è il primo cono che troviamo a La Caldereta. Quando oltrepassiamo l'apertura del cratere, notiamo la sua forma a ferro di cavallo praticamente perfetta: siamo infatti alla presenza di un cratere aperto che segue la direzione in cui si è prodotto il versamento lavico. Abbiamo anche modo di osservare il cambiamento di colore e le forme più modellate perché il cratere si è generato in un periodo vulcanico precedente alle eruzioni di Timanfaya. Le costruzioni in pietra secca lungo l'orlo del cratere, i resti di una cisterna e alcuni recinti situati sull'estremità della zona più vicina al cratere rivelano il carattere pastorizio dell'area.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Un pastore innamorato

Ai piedi della Caldera Blanca un insieme di recinti in pietra secca indica che l'unica attività umana che sopravvive in questo spazio è quello della pastorizia. Con tutta probabilità vedremo alcune capre all'interno della Caldera. Uno dei recinti è a forma di cuore, da qui l'idea del pastore innamorato, e possiamo osservarlo meglio durante la salita lungo la falda del vulcano.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
La grande caldera

La Caldera Blanca è un cono vulcanico, probabilmente di origine idromagmatica, ovvero nato nel corso di un'eruzione in cui la lava entra in contatto con l'acqua. Questo vulcano appartiene alla cosiddetta serie III, precedente alle eruzioni vulcaniche più recenti, essendo uno dei più alti del settore centrale dell'isola. Un tempo l'interno del cratere era coltivato dato che il fondo è abbastanza pianeggiante Il nome è legato alla calcificazione superficiale, un processo che prevede l'indurimento della superficie vulcanica, che conferisce il caratteristico colore biancastro che lo fa spiccare all'interno del paesaggio.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Panorama di Timanfaya

Lungo il lato più alto della Caldera Blanca, sul versante meridionale, possiamo ammirare una vista splendida del complesso vulcanico di Timanfaya. Si nota nettamente l'allineamento delle Montañas de Fuego e del resto dei crateri sorti dopo l'eruzione storica più lunga avvenuta nelle Canarie. All'orizzonte si stagliano le catene di vulcani delle tre grandi fasi: Macizo del Fuego, Montañas del Fuego e Pico Partido, anche se ai nostri occhi appaiono come un complesso unico.

Imagen
Subtítulo
Caldera Blanca, Lanzarote
Título
Un tempo era così

Dopo essere scesi dalla falda occidentale della Caldera Blanca, prima di riprendere il sentiero per il ritorno, ci troviamo davanti a una depressione dove possiamo farci un'idea di come fosse il centro di Lanzarote prima delle eruzioni del XVIII secolo. L'eruzione avvenuta tra il 1730 e il 1736 distrusse il 30% della superficie insulare, dove si trovavano le zone di maggior produttività agricola, e costrinse un terzo della popolazione ad abbandonare l'isola. Qui si nota in maniera evidente il contrasto tra questa zona, oggi isolata in mezzo al "malpaís", e le lave di origine recente che attraverseremo nuovamente lungo il percorso del ritorno.

Sustainability
Sostenibilidad
- Non lasciare rifiuti di alcun genere nell'ambiente, compresi i mozziconi di sigaretta. Gli avanzi di cibo contribuiscono alla proliferazione di roditori e gatti selvatici che rappresentano una grave minaccia per la fauna.
- Rispetta gli animali, non disturbarli e non dar loro da mangiare. Se vedi un esemplare ferito, puoi telefonare al numero di emergenza 112. Non strappare fiori o piante.
- Non raccogliere, né portare via pietre o qualsiasi altro elemento dal mezzo naturale. Non modificare quest’ultimo neanche impilandole per realizzare le tristemente famose "torri".
- Non attraversare spazi non consentiti e rispettare la segnaletica dei sentieri. Uscire dai percorsi autorizzati provoca danni all'ambiente e può essere pericoloso anche per te e per chi ti accompagna.
- È più sicuro tenere il tuo animale domestico al guinzaglio.
- Cerca di non disturbare la tranquillità dell'ambiente con rumori eccessivi (musica alta, urla...).
3
10
262
10045